lunedì, ottobre 22, 2018

lagarde-fmiParole dure quelle della signora Lagarde, presidente del fondo monetario internazionale, secondo cui in Europa non ci sarebbe alcuna austerity. Parole che mettono in crisi anche paesi come l’Italia e la Francia che proprio in questo ultimo periodo stanno chiedendo maggiore flessibilità sui parametri imposti dall’Europa. Punti di vista, si potrebbe dire, ma quando vengono espressi da un istituto fondamentale come l’FMI ecco che assumono il peso di un macigno.

Ma è davvero così? Purtroppo il discorso è estremamente complesso e dire quae delle 2 posizioni sia più giusta è impossibile. Da un lato chi invoca maggiore flessibilità mira ad una crescita dell’economia con la speranza che questo sia sufficiente a trovare le risorse per stabilizzare i conti, mentre chi propende per l’austerity da per scontato che i conti vadano prima stabilizzati a costo di provocare un’ulteriore stagnazione degli scambi.

Quello che è certo è che Lagarde non ha usato mezzi termini: “bisogna mantenere il passo nella riduzione della spesa pubblica. Anche se l’inflazione è più debole del previsto, non può essere utilizzata come paravento per rinviare gli sforzi necessari sulla spesa ma, al tempo stesso, la congiuntura non deve giustificare neanche dei nuovi aumenti delle tasse“.

Insomma ci vorrebbe la bacchetta magica.

Ma a questo si aggiunge anche qualche parola di encomio per la Bce e per il suo presidente Mario Draghi. Secondo Lagarde è un bene che la Banca Centrale Europea sia pronta a mettere in atto qualsiasi soluzione pur di contrastare il pericolo della deflazione. Non a caso il presidente dell’FMI ha ribadito che quest’anno l’economia mondiale crescerà meno del previsto con forti ripercussioni anche sul vecchio continente che tanto stenta a ripartire.

Insomma nei prossimi mesi Draghi e Company avranno un bel da fare se vorranno mantenere l’euro debole e ridare fiato all’inflazione che tanto spaventa gli economisti di tutto il mondo.