domenica, agosto 19, 2018

opzioni-trading-binarioNell’ambito del mercato mobiliare, in particolare quello delle opzioni binarie, ogni investitore è più o meno consapevole dei rischi che corre nell’utilizzare il proprio capitale in investimenti dal ricavo prefissato al momento della stipula del contratto.

I meno “esperti” preferiscono di gran lunga affidarsi ad un intermediario specializzato, detto “broker”, che possa guidarlo nei meandri delle dure leggi di mercato con lo scopo di limitare il più possibile le eventuali perdite sui vari trend (a rialzo o a ribasso secondo le correnti e l’andamento dell’economia) puntando piuttosto ad un guadagno più netto possibile.

Consob

La Commissione nazionale per la società e la Borsa, più nota con il rispettivo acronimo “CONSOB”, si occupa proprio di regolamentare le attività dei broker in modo che esse si svolgano nel rispetto delle norme legislative nonchè di garantirne la trasparenza nei confronti degli investitori, che non potendo contare sulla sicurezza del guadagno diretto, possono almeno fare affidamento su un’autorità amministrativa indipendente che funga da ente giuridico e garante di regolarità.

La sua esistenza deriva dalla crisi economica di Cipro, che ha avuto il suo apice durante il 2013, nonchè alla nascita del suo primo antenato, la CYSEC, il quale ha svolto un ruolo chiave nella risoluzione dei problemi tra investitori ed agenti di mercato, tanto più che al giorno d’oggi sono sempre meno coloro che decidono di non fare affidamento su alcun appoggio per la gestione del proprio capitale.

Con la definizione di norme che i vari broker devono garantire di essere in grado di rispettare, l’investitore, soprattutto il privato con meno esperienza in campo finanziario, ha modo di poter fare un raffronto tra le varie opzioni offerte, decidendo tramite l’esperienza quale sia effettivamente il broker più efficace e meno rischioso, evitando di subire perdite per la mancata conoscenza del mercato azionario.

Broker regolamentati Consob

Non tutti i broker sono però regolamentati dalla CONSOB, in Italia. Alcuni, pur avendo sede all’estero, possiedono delle succursali sul suolo italiano ma non sono riconosciute nè tantomeno regolamentate dalla commissione, rispondendo pertanto ai vari organi di competenza, definite dalle norme vigenti laddove fanno base le rispettive sedi.

Senza nulla togliere ai “broker forex” (associati al mercato estero, più ampio di quello italiano e più diversificato) che non sono comunque da considerarsi necessariamente rischiosi, considerando la globalità del fenomeno di regolamentazione del mercato, l’interazione e la gestione di eventuali problemi con un autorizzato CONSOB è per forza di cose più semplice e “comoda”, sia dal punto di vista dei tempi burocratici che dalla mera facilità di esecuzione delle varie prassi, fattore importante in un epoca in cui il tempo è sempre più prezioso e la trasparenza dei vari passaggi è essenziale perchè l’investitore si senta al sicuro e a suo agio riguardo il proprio denaro. Affidarsi o meno ad un mercato più ampio ed impegnativo piuttosto che ad uno ridotto ma dai tempi più rapidi rimane una scelta a discrezione del diretto interessato.