domenica, ottobre 21, 2018

buoni fruttiferi postaliI Buoni Fruttiferi Postali sono una forma di investimento dedicata ai risparmiatori che intendono impiegare il loro capitale con soluzioni che garantiscono dei rendimenti nel medio-lungo termine.
Nel corso degli anni passati hanno rappresentato in Italia la scelta privilegiata per molti investitori privati, che hanno beneficiato di tassi di interesse piuttosto convenienti, associati ad un elevato livello di sicurezza.

Una delle caratteristiche principali dei BFP consiste infatti nella restituzione garantita del capitale investito, condizione che non si trova automaticamente in altre proposte di investimento. Occorre comunque ricordare che i rendimenti attuali sono notevolmente inferiori a quelli che hanno contraddistinto i decenni passati e che hanno contribuito a rendere così popolari i Buoni, anche se negli anni passati il loro valore veniva intaccato pesantemente dall’inflazione elevata, i cui livelli attuali sono invece assai bassi.

Come funzionano i Buoni Fruttiferi Postali

Valutare i pro e i contro dell’utilizzo dei BFP dipende quindi da numerosi fattori, che dovrebbero essere considerati con attenzione. Ad esempio, al giorno d’oggi se ne sconsiglia l’acquisizione per via dei già citati tassi di rendimento bassi, che però potranno cambiare nei prossimi anni, in seguito ad una cessazione della fase di deflazione e ad una possibile ripresa economica.

I Buoni, garantiti dallo Stato Italiano ed emessi da Cassa Depositi e Prestiti, possono essere richiesti presso qualsiasi sportello di Poste Italiane nel territorio nazionale. Vengono sottoposti ad una ritenuta fiscale pari al 12,50% e per questo possono essere considerati più vantaggiosi rispetto ad altri prodotti finanziari, le cui rendite sono soggette di solito ad una trattenuta che supera il 20%.

Un altro vantaggio riguarda la loro flessibilità: sono rimborsabili a vista ed in qualsiasi momento, garantendo la restituzione del capitale investito più le somme maturate grazie agli interessi.

Ovviamente, al fine di ottenere delle rendite interessanti, sarà necessario lasciar maturare il capitale per un periodo di tempo medio-lungo, soprattutto in caso di interessi così bassi come quelli attuali: il rendimento è infatti crescente nel tempo, per cui è consigliabile scegliere le modalità a lungo periodo, in grado di generare dei profitti potenzialmente interessanti. Il profilo di questo prodotto è infine completato da costi di gestione ridotti, con zero spese di commissione.

Per maggiori informazioni puoi consultare questa ottima guida: http://www.24economia.com/buoni-fruttiferi-postali-2016-tipologie-rendimenti-convengono/

Le tipologie di Buoni Fruttiferi Postali

I BFP (Buoni Fruttiferi Postali) sono una soluzione di investimento a disposizione dei risparmiatori italiani che intendono investire il loro capitale in un prodotto sicuro e garantito. Sebbene al momento non siano in grado di fornire un profitto particolarmente elevato, a causa del costo del denaro sceso ai minimi storici e allo scenario deflazionario europeo, questa forma di investimento presenta comunque delle caratteristiche interessanti che la distinguono nel panorama finanziario. Si tratta infatti di un’opzione dai costi di gestione limitati (sono esenti da spese di commissione e soggetti ad una tassazione del 12,50% a fronte di quella media che supera il 20%) e che consente di ottenere indietro il capitale investito in qualsiasi momento.

Relativamente alle tipologie di Buoni Fruttiferi, questi possono variare a seconda delle finalità di risparmio e dalla durata dell’investimento. Da questo punto di vista, si possono dividere in BFP a breve o a lunga durata, mentre se si prende come punto di riferimento il tasso di interesse offerto potremo avere BFP a tasso variabile o a tasso indicizzato.

La durata dei Buoni a breve scadenza raggiunge i 18 mesi e può arrivare sino a 3 anni, mentre tra quelli a lungo termine, i più conosciuti sono quelli ordinari, che presentano una durata massima di 20 anni, con un rendimento che cresce costantemente con il passare del tempo. Questa modalità di Buoni ha conosciuto una vasta diffusione nei decenni precedenti, quando il tasso d’interesse annuo sfiorava il 20%, permettendo così agli intestatari di incassare delle somme considerevoli una volta trascorso il periodo di maturazione.

Per quanto riguarda i Buoni indicizzati, questi possono essere legati al livello d’inflazione o all’andamento di indici quotati nelle Borse europee, come nel caso di BFP Europa, un prodotto della durata massima di 4 anni in grado di offrire delle rendite fisse abbinate ad un bonus variabile da riscattare al momento della scadenza dei Buoni. Il premio è definito in base alla prestazione della quotazione dell’indice Eurostoxx 50, un paniere azionario che include i titoli delle società europee più importanti nei mercati del vecchio continente, come Nokia, Eni, Intesa Sanpaolo, Bayer e Siemens.

Vantaggi e gli svantaggi dei Buoni Fruttiferi Postali

In passato, molte famiglie italiane hanno investito parte dei loro risparmi nei Buoni Fruttiferi Postali, ottenendo dopo un periodo di tempo medio-lungo dei rendimenti più che soddisfacenti. Il periodo del boom dei BFP ha coinciso con il decennio degli anni ’80 e ’90, che ha visto il tasso di interesse annuo di questi prodotti schizzare fino al 18%, anche se lo scenario economico di quel la fase era caratterizzato da un elevato livello di inflazione. Osservando invece i dati storici degli ultimi 15 anni, si assiste ad un inesorabile calo del rendimento dei Buoni, fino ad arrivare ai minimi dei nostri giorni, con tassi inferiori all’1%. Questo è lo svantaggio principale dei BFP al momento attuale, ossia delle prospettive di rendimento così basse da non giustificarne l’utilizzo. È comunque doveroso ammettere che la percentuale di resa offerta da questo prodotto è in linea con quelle presenti nel mercato degli investimenti odierni (tassi d’interesse pari a quelli di 20 o 30 anni fa dovrebbero necessariamente suscitare forti sospetti circa gli istituti che li reclamizzano).

Relativamente ai vantaggi dei BFP, vanno citate in primo luogo le ridotte spese di gestione: i costi di commissione sono pari a zero, mentre per quanto riguarda la tassazione sui rendimenti, questa ammonta al 12,50%. Un ulteriore vantaggio di questa soluzione d’investimento è dato dalla loro flessibilità, in quanto possono essere facilmente richiesti presso un qualsiasi sportello di Poste Italiane con importi minimi, mentre possono essere rimborsabili a vista. Poste Italiane, lo Stato e Cassa Depositi e Prestiti sono inoltre garanzia di sicurezza: il capitale investito sarà sempre restituito maggiorato dagli interessi.

Al momento esistono diverse tipologie di BFP, che variano a seconda della durata e del tasso d’interesse. Quelli a breve termine (dai 18 ai 36 mesi) non offrono dei rendimenti alettanti, per le ragioni spiegate in precedenza, mentre quelli a lunga scadenza appaiono potenzialmente più remunerativi. Gli analisti finanziari consigliano attualmente di prestare maggiore attenzione ai Buoni indicizzati all’inflazione e quelli legati all’indice Eurostoxx 50: relativamente ai primi, occorre mettere in conto che nei prossimi anni si dovrà necessariamente verificare un rialzo del livello dei prezzi (una delle finalità principali della Banca Centrale Europea è ristabilire il valore dell’inflazione sul 2% nei prossimi anni), mentre questo risulta il momento più propizio per investire sugli indici di Borsa europei: le loro quotazioni si sono abbassate negli ultimi mesi e potranno ora risalire su livelli fatti registrare lo scorso anno.