giovedì, maggio 24, 2018

Tutti pazzi per il Conto Arancio di Ing Direct. La zucca come icona pubblicitaria ci riporta nell’antica grecia, dov’era considerata un simbolo di fertilità. Dicono sia il miglior conto corrente in Italia e  una ragione ci sarà. Eppure i dati di rendimento dell’anno corrente sembrano essere scesi. Siamo o no in un tempo di crisi? Ma Conto Arancio resta in piedi e resiste nonostante tutto.

Allora vale la pena analizzare meglio i vantaggi di questa banca. Iniziamo con il canone che non ha spese. Il numero 0 sulle informative di conto arancio è ripetuto più volte. Vale per l’apertura e chiusura del conto e le operazioni comprensivi di servizi. Costo 0 per tutte le carte di credito ed assegni.

Interessi

Fino al 28 Dicembre 2017 chi sceglie di aprire il Conto Arancio godrà della promozione del tasso d’interesse equivalente al 2% sulle somme vincolate per almeno 6 mesi. A fine promozione il guadagno per i depositi liberi sarà sempre pari allo 0,10%. Mentre chi decide di vincolare per 12 mesi i propri risparmi otterrà il riconoscimento di un tasso annuo corrispondente all’1%. Se il cliente decide di recidere il contratto prima della scadenza non incorre a nessuna multa o infrazione. L’istituto Ing Direct offre opportunità monetarie interessanti con agevolazioni competitive e garantite. Aderisce al fondo interbancario per la tutela dei depositi garantendo fino a 100.000 euro.

Imposta di bollo

Cerchiamo di capire cos’è l’imposta di bollo. E’ una tassa legata al possesso di un conto corrente, riferita al mantenimento dello stesso. A partire da  gennaio 2014 l’imposta di bollo equivale allo 0,20% del valore monetario del prodotto, calcolato su base annua. La legge è valida sia per i depositi liberi o vincolati ed è possibile pagare la tassa in rate mensili o trimestrali.  Il regolamento che stabilisce lo 0,20 per cento è uguale per ogni banca e il Conto Arancio segue le stesse condizioni di base. Ricordiamo che la tassa è riferita unicamente all’entità base del prodotto così come viene venduto e non concerne il valore fruttifero sul conto.