lunedì, ottobre 22, 2018

Gli italiani e la birra artigianale: un amore a primo sorso

Negli ultimi anni il nostro Paese si sta riscoprendo un grande amatore della birra artigianale. Già perché se fino ad una decina di anni fa gli italiani si limitavano a consumare birre prettamente commerciali, rimanendo legati ai grandi marchi offerti dalla grande distribuzione, negli ultimi tempi è in atto una vera e propria inversione di tendenza.

Sia i consumi che la produzione di birra artigianale sono saliti alle stesse, in Italia e non solo. Agli abituali consumatori di birra si sono infatti affiancati nuovi amatori che hanno apprezzato le straordinarie peculiarità che differenziano un prodotto artigianale da uno commerciale.
Dal 1988 ad oggi sono passati esattamente trent’anni.

Perché quell’anno è così speciale? Nel 1988 venne fondato il primissimo birrificio italiano e ad oggi, gli stabilimenti che producono birra in maniera artigianale nel nostro Paese sono quasi mille.
Un risultato straordinario che rispecchia un lento ed inesorabile cambiamento nella società e nelle sue abitudini di vita.
Il boom dei prodotti biologici e la necessità di acquistare cibo e bevande sane e sicure per la nostra salute ha fatto in modo che sempre più persone iniziassero ad apprezzare questo nuovo mercato.
L’Italia è infatti da sempre patria del vino, al contrario di Paesi come la Germania, il Belgio o il Regno Unito, grandi estimatori, consumatori e produttori di birra.

Una crescita costante ed inesorabile: come sta cambiando il mercato della birra artigianale in Italia

Un ulteriore dato molto interessante da tenere in considerazione riguarda il fatto che la crescita del numero di nuovi birrifici nati in Italia dal 2005 ad oggi ha nettamente soppiantato l’evoluzione del mercato della birra artigianale di Paesi come Germani o USA. Un vero e proprio boom che vede coinvolti soprattutto giovani under 35 che, appassionatisi a questo nuovo ed entusiasmante mercato, hanno deciso di investire le proprie risorse diventando dei veri e proprio pionieri di un movimento.

Ma dove si concentra maggiormente la produzione di birra artigianale in Italia? Secondo alcuni studio condotti dalla Coldiretti, pare che le regioni settentrionali siano più attive rispetto alle altre. Solo la Lombardia conta oltre 200 birrifici, seguita poi da Veneto e Lazio. Da non sottovalutare anche l’Abruzzo.
Sono proprio questi microbirrifici locali i veri motori di questa industria innovativa per il mercato italiano. Molte di queste realtà sono riuscite a conquistare certificazioni di qualità che hanno contribuito ad accrescere il legame che intercorre tra loro ed i consumatori, sempre più alla ricerca di rassicurazioni circa la qualità dei prodotti.

Oltre ai birrifici sono nati diversi ecommerce online relativi alla birra artigianle, come Birre da Manicomio, forse il più famoso e quello secondo noi strutturato meglio, lo potete trovare qui per farvi un’idea delle numerosi birre: www.birredamanicomio.com.

La reazione dei grandi marchi di birra commerciale

E i marchi di birra più famosi che da sempre popolano gli scaffali dei principali supermercati italiani come avranno reagito a tutto questo? Ovviamente uniformandosi. Alcuni grandi colossi di birra italiani hanno, infatti, iniziato a cavalcare l’onda della craftbeer (birra artigianale in inglese) creando delle linee ad hoc, pensando proprio al nuovo segmento di mercato che apprezza la birra artigianale.

Alcuni brand hanno decisamente modificato il proprio stile, concentrando la propria attenzione sulla ricerca di elementi e caratteristiche locali che potessero modificare la percezione del loro prodotto, da commerciale ad artigianale.

Del resto stiamo parlando di un mercato che solo nel nostro Paese riesce a produrre un fatturato miliardario (tra birre artigianali, commerciali, italiani e stranieri la cifra si assesta attorno ai 6 miliardi all’anno). Secondo una recente stima, più della metà dei birrifici operativi in Italia riesce a fatturare quasi un milione di euro all’anno. Una cifra straordinaria per un Paese come il nostro che non conserva in alcun modo una tradizione brassicola, ma che al contrario sta tentanto lentamente di costruirsene una.

La birra italiana artigianale e i rapporti col mercato estero

Ma le grandi novità non si limitano ai confini nazionali. Già perché i nostri birrifici riescono sempre più a conquistare nuove fette di mercato all’estero. In media tutti i birrifici italiani esportano circa 500 mila ettolitri di prodotto annualmente.

Può apparire una notizia strana e quasi irreale ma nel 2017 il Paese che maggiormente ha deciso di puntare sulla birra nostrana è il Regno Unito, uno dei Paesi al mondo consuma la maggior quantità di birra.

Se da un lato l’esportazioni vanno alla grande, a fronte di un’incremento della produzione italiana, ovviamente importiamo meno. Nel 2017 i consumi di birre provenienti dal Regno Unito o dalla Germania è crollato di oltre il 70%.

Gli italiani, infatti, non si limitano ad apprezzare la birra artigianale ma, in uno slancio di campanilismo, tendono a preferire le produzioni locali, ad opera di microbirrifici anche di piccole dimensioni, che riescono a catturare l’attenzione della propria clientela con la cura dei dettagli.

Le nuove professioni legate alla birra 

L’evoluzione del mercato e la crescita di consumi e produzione ha ovviamente generato nuove figure professionali legati alla birra. Avete mai sentito parlare di sommelier della birra? La figura del sommelier, almeno nel nostro Paese, è semmai accostata la vino, mentre in Paesi come la Germania si tratta di una professione già nota e molto diffusa. Ebbene anche in Italia negli ultimi anni la figura del sommelier di birra sta notevolmente prendendo piede.