domenica, ottobre 21, 2018

A molti sarà capitato di notare in televisione, su internet o da qualche altra parte delle chitarre indiane, dei liuti dal manico lungo, inventati dal musicista indiano Vishwa Mohan Bhatt (1950), nel 1968, e oggi viene suonata soprattutto nell’Asia centrale.

Com’è fatta e come si suona?

Questo tipo di chitarra, non è altro che un’altra versione della chitarra europea. Si differenzia da quest’ultima soprattutto per la posizione delle sue corde e il modo in cui si accorda. Vengono usate solo tre o quattro corde quando si vuole suonare, e bisogna posizionare la chitarra in grembo, con il manico volto verso sinistra.

Vicino alle corde per melodie, ci sono altre due corde, chiamate chikari, usate per sottolineare la presenza della tonica e dell’ottava, sostenendo ritmicamente mentre si esegue la tecnica scelta. Un’altra dozzina di corde, le tarab, sono passate sotto quelle della melodia. Queste corde vanno pizzicate con dei plettri fatti in filo metallico, impugnati con la mano destra, usando il dito indice o quello medio.

Anche se questo strumento è stato inventato negli anni sessanta, la tecnica che si usa per suonarla è simile a quella antica che si usa per le sitar.

La più nota tra le chitarre indiane: il sitar

Il sitar è uno degli strumenti musicali più usati nell’India settentrionale, le cui corde vengono chiamate Corde degli Dei, e la sua cassa armonica ha la stessa forma di una zucca divisa per metà, che gli conferisce una risonanza vibrante e suggestiva.

Questo tipo di chitarra ha suscitato un grande interesse negli anni sessanta e settanta, quando l’occidente (in particolare gli Stati Uniti) fu attraversato dal movimento New Age, e molti cominciarono a interessarsi alla filosofia orientale. A “scoprire” questo strumento e a promuoverlo in occidente, furono dei musicisti pop, come George Harrison, del gruppo dei Beatles. Non c’è, quindi, da meravigliarsi se Bhatt ne propose un modello “europeizzato” nel 1968.

In quello stesso periodo, al festival di Monterey e a Woodstock, nel 1967 e nel 1969, molti ebbero modo di sentire questo strumento grazie alla partecipazione del musicista indiano Ravi Shankar (1920-2012), uno dei più noti sitaristi, che insegno a George Harrison a suonarlo.

In Italia, uno dei musicisti più noto che ha usato questo strumento, per la sua canzone La ruota del cielo, nell’album L’infinito del 2004, è stato Aldo Tagliapietra. Sembra, infatti, che l’artista ne possieda più di uno.

Video musicali con la chitarra indiana

A chi interessa, può ascoltare delle melodie con questo strumento tramite i video del web, come quelli dedicati a Ravi Shankar. Eccone di seguito un paio: