domenica, ottobre 21, 2018

Barbapapà è nato come una serie di fumetti, pubblicata in Francia negli anni Settanta, dall’architetto  francese Annette Tison e dal professore di matematica americano Talus Taylor, diventato poi un cartone animato nello stesso periodo. Ma qual’è la storia del cartone? E come si chiamano i personaggi.

La storia di Barbapapà

Prima di arrivare alla storia del cartone, è bene partire dal fumetto. Sembra i due autori, marito e moglie, abbiano cominciato nel 1969, in un bistrò di Parigi, proprio nello stesso periodo in cui in Francia dei movimenti giovani cominciavano a contestare l’imperialismo e il potere dominante (il cosiddetto maggio francese).

Il primo fumetto, intitolato proprio Barbapapa, è stato pubblicato nel 1970, e seguito da altri fino al 2005. Il primo libro illustrato è stato pubblicato nel 1996, con il titolo Barbapapa et les nombres, per non parlare della serie La petite bibliothèque de Barbapapa, iniziata nel 1974. In Italia, i libri di Barbapapà sono stati pubblicati nel 2006.

Il cartone animato di Barbapapà è uscito sempre negli anni Settanta, realizzato dallo Studio Ghibli, in Giappone, e in Italia venne trasmesse nel 1976, su Rai 2, i cui testi vennero tradotti dal cantautore Robert Vecchioni, che interpretò anche la sigla della prima serie insieme al gruppo Mele Verdi. In seguito, ne uscì una seconda versione nel 1979, la cui sigla, Ecco arrivare i Barbapapà, fu cantata da Orietta Berti e Claudio Lippi. La terza versione fu realizzata in Francia, nel 1999, trasmessa in Italia nel 2002, su Rai Yoyo.

I nomi

I fumetti e i cartoni di Barbapapà sono incentrati proprio sulle vicende di quest’ultimo e della sua famiglia. Il protagonista è una specie di grosso “blob”, rosa, nato nel terreno di un giardino. Sebbene spaventi gli adulti che abitano nella casa dove si trova il giardino, suscita la simpatia dei bambini. In seguito, anche lui si forma una famiglia.

Il nome di Barbapapà, in italiano è stato tradotto con il neologismo “barbatrucco”, mentre la moglie viene chiamata Barbamamma. In seguito i due hanno sette barbabebé, di sette colori diversi.

In francese, i piccoli si chiamano Barbabelle (viola), Barbadur (rosso), Barbala (verde), Barbouille (nero, come la madre), Barbotine (arancione), Barbidou (giallo) e Barbiblu (blu), che in italiano sono stati tradotti, rispettivamente in Barbabella, Barbaforte, Barbalalla, Barbabarba, Barbottina, Barbazoo e Barbabravo.

Sembra che i nomi in italiano siano stati tratti dalle loro personalità. Ad esempio Barbalalla, la barbabebè verde, oltre ad essere un buon musicista ed un amante della natura, ed il nome “Lalla”, in persiano, significa “tulipano”, quindi indicato per chi è appassionato di ecologia.

Barbabravo, il barbabebè blu, invece, è il piccolo più studioso di questa variopinta cucciolata, sempre pronto  a sperimentare.