domenica, agosto 19, 2018

Il codice tributo 1841 è uno dei codici per la cedolare secca, che gli affittuari di immobili usano per versare la seconda rata dell’imposta sostituiva, un’unica volta.

Che cos’è?

Questo codice di quattro numeri è usato dall’Agenzia delle Entrate per identificare i tributi gestiti, in modo da documentare le tasse di chi ha versato il pagamento, e si riferisce, in questo caso, non solo al versamento della seconda rata dell’imposta sostituiva, ma anche dell’imposta sostituiva dell’IRPEF, e chi ha stipulato un contratto di locazione a canone che ha optato per la cedolare secca.

I contratti di locazione a canone con cedolare secca, solitamente comprendono:

  • i contratti di affitto 3 + 2, ovvero quelli della durata minima di tre anni, che possono essere rinnovati di altri due;
  • i contratti transitori, della durata minima di un mese ad un massimo di diciotto, ai quali optano gli studenti o i lavoratori stagionali.

Solitamente, viene identificato con “Acconto Seconda Rata” o “Acconto in Unica Soluzione”, a cui si può ricorrere dopo il secondo anno di locazione, e grazie ad esso l’Agenzia delle Entrate può capire se l’importo versato è giusto. E’ importante non utilizzarlo se si deve versare la prima rata.

La modalità di pagamento può essere effettuate in due rate, entro le date previste: la prima deve riportare il 60 % del versamento annuale, mentre la seconda il 40 %.

Quando si usa?

Questo codice viene usato se:

  • l’importo dell’imposta non è superiori a 51,64 euro, che si deve pensare in un’unica rata;
  • si deve pagare la seconda rata di acconto dell’imposta sostitutiva IRPEF, che deve essere versata entro il 30 novembre dell’anno;

Bisogna, inoltre, inserirlo nella prima pagina del Modello F24, nella sezione “Erario”, successiva a quella del quadro “Contribuente”, con l’anno del pagamento dell’imposta.

L’Erario è contrassegnato dalla dicitura “Imposte Dirette – IVA, Ritenute alla Fonte, Altri Tributi e Interessi”, seguita da cinque colonne e il 1841 deve essere contrassegnata nella prima riga della prima colonna. La seconda va lasciata in bianco, mentre nella terza è importante indicare l’anno a cui si riferisce l’imposta, e nella quarta bisogna inserire l’importo versato. La quinta va compilata solo se si vanta di qualche credito di imposta presso l’Agenzia delle Entrate.

Le differenze con i codici 1840 e 1842

I codici 1840 e 1842 sono altri codici che identificano la cedolare secca, ma presentano delle differenze, con il 1841.

Il 1840 si riferisce al primo acconto con la cedolare secca, ma come il 1841 il suo importo non deve superare i 51,64 euro. Il 1842, invece, identifica il pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e tutte le imposte sostitutive dell’IRPEF.