domenica, agosto 19, 2018

Il limone di mare, o uovo di mare, è uno dei frutti di mare meno noti in Italia, in quanto è poco commercializzato. Va mangiata la sua sacca gialla, che sembra avere un sapore asprigno, mentre l’odore è acre.

Le sue proprietà e caratteristiche

I limoni di mare sono un’ottima fonte di proteine, vitamine (soprattutto la C) e sostanze antiossidanti. Inoltre, è povera di calorie e lipidi. Un etto di questo frutto di mare contiene 86 calorie, 11, 9 grammi di proteine e 2,24 grammi di grassi.

Questo frutto di mare, scientificamente, viene anche chiamato Microcosmus sulcatus o Microcosmus vulgaris, in quanto nella sua tunica si insediano diversi organismi, come le alghe, le spugne, il placton, etc. La sua forma è cilindrica, con una lunghezza che può variare dai cinque ai dieci centimetri di lunghezza.

Dove si trova e quanto costa?

Il limone di mare si può trovare presso le coste atlantiche e mediterranee, in fondali rocciosi o melmosi, fino ad una profondità di cento metri. In Italia sono reperibili soprattutto in Campania, dove vengono chiamati carnummole.

Non è difficile trovarli nelle pescherie più fornite, ed il loro costo può cambiare a seconda del periodo in cui vengono pescati. Di norma, può costare tra i venticinque e i trenta euro al chilo. Se si trova chi ne vende pochi pezzi, possono arrivare a costare 1,50 euro l’uno.

Come cucinarli

Le uova di mare possono essere utilizzate in diversi piatti, ma prima di tutto bisogna capire come aprirli. Per farlo occorre procurarsi un coltello dalla lama appuntita, per poi aprirli a metà, come si farebbe con le ostriche o le vongole.

Possono essere mangiati crudi o cotti. Nel primo caso, si possono semplicemente condire con del succo di limone, e servirli come antipasto. In Francia viene usato nella Bouillabaisse, una zuppa di pesce tipica della regione Provenza.

In Campania, vi si condiscono gli spaghetti, che andranno cotti, scolati e poi conditi i limoni di mare (circa 300 grammi per due persone), in padella, passandoli nell’olio extravergine d’oliva, dopo averci fatto rosolare (e poi togliere) uno spicchio d’aglio. Infine andranno aggiunte anche delle erbe aromatiche (finocchietto selvatico), prima di servire.

Si possono anche includere nelle ricette che prevedono i frutti di mare, come nella ricetta barese che li prevede crudi, conditi solo con limone, da servire come antipasto. Sembra che all’estero si usi anche per preparare del sushi. Chi preferisce cuocerli, dovrebbe fare attenzione ai tempi di cottura.